Cookie Policy Istat, uscire dalla gabbia della violenza ai tempi della pandemia - baccarato.org

Istat, uscire dalla gabbia della violenza ai tempi della pandemia

(Asbac, 25.11.2021) – L’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) ha pubblicato una lettura della violenza di genere ai tempi della pandemia, attraverso l’utilizzo dei dati inediti provenienti dalle donne seguite dai Centri Antiviolenza (Cav), dalle chiamate al 1522 (il numero Antiviolenza istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le Pari Opportunità) e dai dati su denunce e omicidi sulla base di fonti ministeriali consultate. La sintesi dei risultati della ricerca Gli effetti della pandemia sulla violenza di genere può rappresentare un focus di riflessione per la Giornata contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere (25 novembre). Il periodo di riferimento della ricerca è il 2020, anno in cui sono state 15.387 le donne che hanno concordato con i Centri Antiviolenza e iniziato percorsi di uscita dalla violenza. Il 90 per cento delle donne, circa 13.700, si è rivolto per la prima volta a un Cav proprio nel 2020. I casi di emergenza sono stati più frequenti a marzo-aprile-maggio 2020, durante i tre mesi di vita circoscritta tra le mura domestiche, a causa della pandemia da Covid-19. Tuttavia, l’Istat fa notare che, in oltre il 70 per cento dei casi, «la situazione di violenza non è nata con la pandemia», ma pre-esisteva. Insomma, durante la pandemia è emerso il coraggio di ripartire da sé, pur nella sofferenza, e di dire basta alle sopraffazioni? Per il 2,5% la violenza ha colpito donne da 70 anni in poi; il 5,6% tra i 60 e i 69 anni; il 16,9% tra i 50 e i 59 anni; il picco del 29,4 % riguarda donne di età compresa tra i 40 e i 49 anni, il 26,9% tra i 30 e i 39 anni, il 18,4% tra i 16 e i 29 anni. A proposito di violenza economica, il dato rilevato dall’Istat, per l’anno 2020, corrisponde al 37,8 % delle donne seguite dai Cav (cifra che si pone accanto all’89,3 % se si rivolge lo sguardo alla violenza psicologica e che è pari al 66,9 % nei casi di violenza fisica). Però i racconti – sottolinea l’Istat – consentono di mettere a fuoco un intreccio di violenze: il 10,5% delle donne seguite dai Cav ne ha subito più di quattro (solo il 16,3% delle donne riferisce un unico tipo di violenza). Nel 59,8 per cento dei casi la violenza è agita da partners conviventi, nel 23 % da ex-partners, nel 9,5% dei casi da un altro familiare o parente. Vi è un dato, pari al 7,7%, che fa collegare la violenza al di fuori dell’ambito di coppia e familiare. Incrociando i risultati della ricerca-Istat con una lettura dell’Introduzione al Piano femminista contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere del movimento Non Una Di Meno, diventa lampante che «La violenza maschile è espressione diretta dell’oppressione che risponde al nome del patriarcato, sistema di potere maschile che a livello materiale e simbolico ha permeato la cultura, la politica, le relazioni pubbliche e private».

In evidenza

Istat, Gli effetti della pandemia sulla violenza di genere | Vedi anche materiali correlati e le Infografiche: Uscire dalla gabbia della violenza: i percorsi nei Centri Antiviolenza (Istat, 24 novembre 2021)

https://www.istat.it/it/archivio/263427

Approfondimenti

Non Una Di Meno, Abbiamo un piano. Piano femminista contro la violenza maschile sulle donne e violenza di genere (Nudm, pp. 58, in particolare p. 6)

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Consiglio d’Europa, Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, adottata a Istanbul l’11 maggio 2011 (versione curata dall’Università degli Studi di Padova-Centro di Ateneo per i Diritti umani “Antonio Papisca”)

https://unipd-centrodirittiumani.it/it/strumenti_internazionali/Convenzione-del-Consiglio-dEuropa-sulla-prevenzione-e-la-lotta-contro-la-violenza-nei-confronti-delle-donne-e-la-violenza-domestica/210