Scegliere la vita, ribellarsi alle sopraffazioni dell’usura e delle richieste estorsive

Un primo sguardo ad alcuni rilievi critici ed elementi propositivi contenuti nella Relazione 2019 

  Percorrere fino in fondo la strada della legalità. «Chi denuncia sceglie di vivere», si legge in un passaggio della Relazione Antiracket e Antiusura pubblicata il 31 marzo 2020 (riferita alle attività svolte nel 2019) dall’Ufficio attualmente guidato dalla Commissaria Straordinaria del Governo per il coordinamento delle iniziative Antiracket e Antiusura, Prefetta Annapaola Porzio. Una consapevolezza da coltivare e diffondere che è incoraggiata dalle risposte istituzionali oltre che dalla coscientizzazione che, goccia dopo goccia, dovrà permeare l’intera società a dire no a richieste estorsive e a prestiti usurari e a scrollarsi dalla reticenza e dall’omertà. Del resto, estorsione e usura appaiono «“reati sentinella”» della presenza della criminalità organizzata e del controllo mafioso sul territorio, un controllo «più silente» ma, allo stesso tempo, «più pervasivo» e che non fa registrare, purtroppo, «cali significativi» né nelle regioni tradizionalmente originarie delle mafie né tantomeno nel tessuto economico del Centro-Nord dove si moltiplicano una serie di infiltrazioni mafiose, come sottolinea la Relazione annuale 2019 curata dall’Ufficio del Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative Antiracket e Antiusura (che fa riferimento a numerosi atti giudiziari).  

                                                                                                                                                               L’attività del Comitato di Solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura: «Dietro ogni fascicolo c’è una storia di difficoltà». La tempestività nelle risposte alle persone offese dai reati impone riunioni settimanali del Comitato che, nel 2019, si è riunito 36 volte ed ha esaminato 2.179 posizioni, di cui 1.458 per usura e 721 per estorsione (cfr. allegato 1, p. 37 della Relazione 2019). Il consuntivo annuale del Comitato denota un’attenzione costante alle storie sofferte ed economicamente piegate (ma non spezzate) dal racket e dall’usura che ha portato a delibere volte a definire situazioni risalenti nel tempo, fino a quelle più recenti, senza dimenticare che le analisi dei casi, sottese alla fase istruttoria che precede le delibere del Comitato di Solidarietà, presieduto dalla Commissaria Antiracket e Antiusura, vanno inquadrate nell’architettura complessiva della legge 44/1999 e dalla legge 108/1996.

Strutturare la riemersione economica. Leggere la quotidianità di chi ce la fa contro la criminalità organizzata e le mafie, ma non regge i gradini del ritorno nel circuito economico, appare fondamentale. In quest’orizzonte, il ruolo dell’Ufficio del Commissario Straordinario Antiracket e Antiusura non deve intendersi esclusivamente come «mero elargitore di fondi» (si legge nella Relazione 2019, pp. 19-20), ma come il tessitore di una rete di supporto protesa a rafforzare la ripresa delle attività dei soggetti tartassati da richieste estorsive o caduti nel giogo manovrato dagli usurai. In particolare, l’elaborazione critica curata dall’Ufficio del Commissario Straordinario, individua nella figura dei tutor il ponte tra un passato fatto di soggezione e un presente che, solo se struttura seriamente la riemersione economica, può davvero sradicare il serpeggiare di sopraffazioni e ingiustizie. Insomma, ciò che conta è la chiarezza della propria posizione economica e la ri-affermazione socioeconomica basata sullo studio e sulla ponderazione dei progetti.

La prospettiva della «manutenzione evolutiva»: la legge Antiusura alla prova del tempo. Un’altra proposta, scaturita dall’osservazione sul campo dell’Ufficio del Commissario Straordinario Antiracket e Antiusura, fa mettere a fuoco la discutibilità della previsione dell’art. 14 della legge 108/1996 laddove lascia fuori persone e famiglie e si limita a riconoscere la possibilità di mutui senza interessi «a favore di soggetti che esercitano attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica, ovvero una libera arte o professione, i quali dichiarino di essere vittime del delitto di usura e risultino parti offese nel relativo procedimento penale». Ed è proprio qui che si fa largo la necessità di una «manutenzione evolutiva» della legislazione Antiusura. Infatti, come emerge a chiare lettere nella Relazione 2019, i mutui decennali finiscono per diventare un ulteriore peso nei casi di usura appena superata e, dunque, sarebbe da considerare la previsione di un’elargizione (in luogo del mutuo), come già avviene nei casi di estorsione. Si tratta di una soluzione che, in prospettiva di riforma legislativa, solleverebbe gli usurati da qualsiasi connotazione moralistica (di compartecipazione) e che soprattutto punterebbe a far intravedere concretezze future ai progetti di chi chiude la porta agli usurai, dopo il coraggio della denuncia.

Francesca Melania Monizzi

 

Rinvio alla Relazione annuale attività 2019, a cura dell’Ufficio del Commissario per il coordinamento delle iniziative Antiracket e Antiusura:

https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/interno_pagine_bianche.pdf