Il primo Rapporto del Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura

Il primo Rapporto del Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura

(Asbac, 8.10.2019) – Nell’obiettivo di diffondere conoscenza volta valorizzare l’accesso al credito legale e in sintonia con l’appuntamento di ottobre, mese dell’Educazione finanziaria, arriva una nuova pubblicazione. Da venerdì 4 ottobre 2019, nel sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), è possibile leggere e studiare il primo Rapporto sulla gestione del Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura (aggiornato al 2018), a cura di Lavinia Monti, Dirigente dell’Ufficio III della Direzione V del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Alle radici del Fondo per la prevenzione dell’usura. Il Rapporto consente di inquadrare i «tre pilastri» fondanti della legge 108 del 7 marzo 1996 (disposizioni in materia di usura): la riformulazione del reato di usura, l’istituzione del Fondo di solidarietà di competenza del Ministero dell’Interno (art. 14) e del Fondo per la prevenzione dell’usura di competenza del Ministero dell’Economia e delle Finanze (art. 15). È nell’art. 15 della legge 108/1996 (unitamente ai decreti attuativi) che si rintracciano le basi normative del Fondo di prevenzione dell’usura coordinato dal MEF. La ragione (ovvero la ratio, per usare un linguaggio caro ai giuristi) dell’istituzione del Fondo di prevenzione dell’usura è la difficoltà di accesso al credito da parte delle persone e delle famiglie nonché delle imprese. In base alla legge 108, il 30 per cento del Fondo è previsto che venga utilizzato dalle Associazioni e Fondazioni di prevenzione dell’usura per dare garanzie alle banche e agli intermediari finanziari per il sostegno di persone e famiglie e, invece, il 70 per cento del Fondo è previsto che sia utilizzato dai Confidi a sostegno delle piccole e medie imprese «a elevato rischio finanziario» (p. 9 del Rapporto). Decisive sono la meritevolezza delle persone e la solvibilità delle imprese, sia pur in difficoltà. Importante sottolineatura è la natura pubblica del Fondo di prevenzione dell’usura, come emerge da una Circolare del MEF (n. 40292 del 19 aprile 2007) che evidenzia la non configurabilità di «alcun passaggio di proprietà dei contributi nel patrimonio dell’Ente». In altre parole, Associazioni e Fondazioni, Confidi svolgono il ruolo di gestori delle risorse del Fondo per la prevenzione dell’usura, sulla base del «rapporto di tipo concessorio che si instaura tra Ente gestore e MEF» (p. 10).

La vitalità degli Enti. Parlare di vitalità di Confidi, Associazioni e Fondazioni per la prevenzione dell’usura è un modo per considerare i parametri di erogazione dei contributi stabiliti annualmente dalla Commissione per la gestione del Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura (come prevede l’art. 15, comma 8 della legge 108/1996). Il primo Rapporto sulla gestione del Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura conferma due tipologie: indicatori di efficienza e di capacità di spesa dei contributi ricevuti (rappresentati dal «rapporto tra l’importo erogato dagli istituti di credito per il singolo Ente dall’avvio dell’operatività e il totale dei contributi erogati dal MEF», in particolare con riferimento alle Associazioni e Fondazioni, pp. 11-12); indicatori del rischio di usura presente nell’ambito territoriale dove opera l’Ente (si tratta di un indice che riguarda tutte le province italiane ed è stato elaborato dalla Camera di Commercio di Roma nel 2013, a cura del sociologo Maurizio Fiasco, pp. 14-15). Il tasso di operatività del sistema è dato dal «rapporto tra i contributi assegnati dal MEF a Confidi, Associazioni e Fondazioni e le garanzie erogate da questi ai beneficiari in un determinato intervallo temporale» (pp. 21-23). È questo risultato a offrire la cartina al tornasole tendenziale dell’attività efficace degli Enti nella gestione dei Fondi assegnati dal MEF. Per converso, le inadempienze da parte delle imprese e delle persone che hanno ricevuto i finanziamenti rappresentano una sorta di cedimento dell’intero sistema antiusura, sia dal punto di vista del riconoscimento da parte degli Enti di imprese e persone in grado di risollevarsi sia dal punto di vista della finalità della legge 108/1996 che non risiede nei finanziamenti a fondo perduto, ma nel «reinserire i soggetti beneficiari nel circuito dell’economia legale, innescando circuiti virtuosi nei territori» (p. 25). In proposito, il Rapporto evidenzia che si tratta di una finalità ampiamente raggiunta, se si considerano i livelli bassi di mancata restituzione delle somme da parte delle persone (in media il 12-13%) e delle imprese (in calo dal 32,54% nel 2013 al 22.82% nel 2017).

L’arco temporale 2013-2018. Scorrendo le 43 pagine del Rapporto, è possibile mettere a fuoco le assegnazioni di contributi dal Fondo agli Enti nell’arco 2013-2018 che corrispondono a «un totale di oltre 183 milioni di euro». Alle Associazioni e Fondazioni risultano assegnati oltre 55mila euro, invece ai Confidi oltre 127mila euro (p. 19). Se si scorre la tabella che tiene presente la distribuzione per aree geografiche, alle Associazioni e Fondazioni risulta la seguente assegnazione nell’arco temporale 2013-2018: euro 9.073.576,52 (Nord), euro 19.344.672,07 (Centro), euro 27.164.572,40 (Sud); l’andamento ai Confidi si suddivide in euro 47.320.174,38 (Nord), euro 48.764.915,65 (Centro), euro 31.841.258,86 (Sud). Tra il 2013 e il 2018, gli Enti risultano aver utilizzato i fondi antiusura per garantire i beneficiari di «finanziamenti di un valore complessivo di quasi 470 milioni di euro» (euro 154.561.140 con riferimento alle Associazioni e Fondazioni ed euro 314.021.004 ai Confidi).

   

 

Il comunicato | Presentato il primo rapporto sul Fondo per la prevenzione dell’usura (MEF, 4 ottobre 2019):

http://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/comunicati/2019/comunicato_0174.html

 

Il testo del Rapporto | Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura. Rapporto sulla gestione (aggiornato al 2018), a cura della dr.ssa Lavinia Monti, Dirigente dell’Ufficio III, Direzione V del Dipartimento del Tesoro del MEF (il primo Rapporto sul Fondo si basa sui dati raccolti dall’Ufficio attraverso l’applicativo GFA – Gestione Fondo Antiusura):

http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/prevenzione_reati_finanziari/antiusura/Fondo_Prevenzione_Usura_4.pdf