Reincantare il mondo

Una riunione pomeridiana a partire dal libro Reincantare il mondo. Femminismo e politica dei commons di Silvia Federici (prefazione e cura di Anna Curcio, Ombre corte, 2018), nel giardino della Casa delle donne Lucha y Siesta (martedì 4 giugno 2019, ore 18:00-20:00, Via Lucio Sestio 10, Roma)

È passato quasi un secolo da quando Max Weber in Scienza come vocazione (1918-1919) sosteneva che il destino del nostro tempo è un “processo irreversibile di disincantamento del mondo”, fenomeno che attribuiva all’intellettualizzazione e razionalizzazione prodotta dalle moderne forme di organizzazione sociale. Per “disincantamento” Weber intendeva la scomparsa dal mondo di ciò che è magico, misterioso, incalcolabile. Ma possiamo interpretare questo concetto in modo più politico, e cioè come l’emergere di un mondo in cui si sta perdendo la capacità di riconoscere una logica diversa da quella dello sviluppo capitalista (Silvia Federici, Reincantare il mondo, prefazione e cura di Anna Curcio, Ombre corte, 2018, p. 209)

Come riunire ciò che il capitalismo ha separato? Abbracciare «nuove forme di solidarietà vicinale», partendo dalle case e dai quartieri; realizzare un nuovo tessuto sociale che superi l’individualismo, assaporando la gioia del “fare in comune” (ne sono un esempio gli orti urbani, le cucine popolari, i saperi tradizionali che possono migliorare la salute); non smettere di porre l’accento sui danni alle persone e all’ambiente causati dall’economia estrattivista. Di tutto ciò ha iniziato a parlare  ̶   assieme ad Anna Curcio, curatrice e traduttrice del libro Reincantare il mondo, e a Michela, attivista della Casa delle donne Lucha y Siesta  ̶   Silvia Federici, pensatrice militante, conosciuta per le sue ricerche su accumulazione capitalista, lavoro riproduttivo (negli anni Settanta è stata una delle fondatrici del Collettivo Femminista internazionale per la campagna Wages for Housework ai fini della remunerazione del lavoro domestico) e lotte per i commons (nuove forme di vita e modi di produzione basati sull’uso comunitario della ricchezza sociale e della cooperazione). Silvia Federici, per molti anni, ha insegnato all’Università di Port Harcourt in Nigeria ed è stata docente universitaria di Filosofia politica e Studi Internazionali al New College dell’Hofstra University (New York). La sua teoria   ̶   ha evidenziato Anna Curcio   ̶    «non è una teoria fatta in uno spazio separato, ma nelle lotte politiche».

A partire dalla copertina di Reincantare il mondo, il dipinto Eagle Street Farm di Elizabeth Downer Riker mette in primo piano l’immagine di un orto urbano, esempio di agricoltura sostenuta dalla comunità, l’orto che si coltiva assieme. Il libro può diventare un’occasione preziosa di studio e riflessione sulla crisi del debito «innescata  ̶   scrive Federici   ̶  nel 1979 dall’aumento del tasso di interesse sul dollaro voluto dalla Federal Reserve degli Stati Uniti, che la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, in quanto rappresentanti del capitale internazionale, hanno “aggiustato” strutturalmente e di fatto ricolonizzato gran parte dell’ex mondo coloniale, facendo precipitare intere regioni nella morsa di un debito che negli anni ha continuato a crescere invece di estinguersi» (p. 90).

Federici, durante la presentazione nella Casa delle donne Lucha y Siesta, ha messo a nudo alcuni meccanismi di disciplinamento collettivo che finiscono per determinare rivalismi in alcuni gruppi di donne responsabili di pagare le rate di piccoli prestiti in Niger, Bolivia e Bangladesh. La filosofa politica ha segnalato la rottura della «solidarietà tra donne» quando della mancata restituzione dei microprestiti diventa responsabile l’intero gruppo di donne, a causa di eccessi di sorveglianza e controllo collegati al timore di non farcela a saldare le rate. Questo stato di all’erta finisce per essere ulteriormente esasperato attraverso «una vera e propria etnografia della vergogna». Addirittura, in Niger, le fotografie di donne non in grado di pagare il loro debito sono esposte sulle porte della banca (p. 97). Si tratta di esempi agghiaccianti che spingono a rileggere criticamente le esperienze locali di microcredito che risalgono all’economista bengalese Muhammad Yunus (Premio Nobel per la Pace 2006). E, al contempo, è necessario rivolgere maggiore attenzione a quei contesti sociali in cui l’onore si pone alla base dell’adempimento del debito.

Facendo un salto dal microcredito all’economia estrattivista, lo sguardo planetario si allarga. E poiché le fondamenta della consapevolezza stanno “qui e ora” nella materialità quotidiana, secondo Silvia Federici, fare finta di niente di fronte all’estrazione di coltan, significa dimenticare cosa si fa per produrre tecnologie digitali. Insomma, nessun primitivismo emerge nell’ultima parte di Reincantare il mondo, però l’estrattivismo minerario resta una logica inaccettabile delle multinazionali delle telecomunicazioni e dell’elettronica.

Francesca Melania Monizzi  

Percorso di approfondimento

Silvia Federici, Reincantare il mondo (Ombre corte, Verona, 2018, prefazione e cura di Anna Curcio)

http://www.ombrecorte.it/more.asp?id=546&tipo=novita

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Elena Gerebizza, Il libro del mese, Reincantare il mondo. Femminismo e politica dei commons (Ee:Common, 21 maggio 2019): 

https://www.recommon.org/reincantare-il-mondo-femminismo-e-politica-dei-commons/ 

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Mariagrazia Scaringella, Il costo umano di uno smartphone e tutto ciò che gira intorno al coltan (la Repubblica, 19 luglio 2013):

https://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2013/07/19/news/il_costo_del_coltan-63325505/

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Sara Pierallini (a cura), Silvia Federici – Raccolta bibliografica (IAPh Italia, 23 giugno 2017):

http://www.iaphitalia.org/silvia-federici/