Cookie Policy Asbac Onlus, sintesi introduttiva alle pratiche quotidiane - baccarato.org

Asbac Onlus, sintesi introduttiva alle pratiche quotidiane

Uscire da situazioni debitorie, prevenire l’usura, sostenere le denunce: il primo ascolto apre le porte alle relazioni di fiducia con le persone e, al contempo, la responsabilità impone distacco, fermezza, valutazione degli aspetti tecnico-giuridici, in modo da individuare una traiettoria operativa efficace  per i singoli casi che si presentano: prime considerazioni del Presidente di Asbac Onlus

Uscire dall’indebitamento e non cadere nel dirupo degli usurai è una realtà. L’Associazione Baccarato – Fondo per la Solidarietà e l’Antiusura (Asbac Onlus) lavora sul campo quotidianamente dal 2007, per l’uso responsabile del denaro, per il superamento dell’indebitamento e del sovraindebitamento, per la prevenzione dell’usura, per la lotta contro l’usura e contro ogni forma di ingiustizia e sopraffazione. Tra i fondatori di Asbac, il Presidente, dr. Ignazio Barbuscia, è impegnato nella lotta contro l’Usura dagli anni Novanta. Se volessimo fare un resoconto basato sui numeri daremmo sì dei dati, ma lasceremmo scoperta l’azione di sensibilizzazione che permette di far germogliare l’idea che per non cadere o non restare nelle trappole degli usurai, si deve uscire dalla solitudine. Ignazio Barbuscia ci accompagna in una prima descrizione dell’attività di Asbac Onlus ed è pronto ad affermare che l’usura, a Roma, purtroppo resta un fenomeno avvolto nel silenzio.

Come si svolge l’attività di accoglienza e assistenza nei casi di indebitamento e di sovraindebitamento e perché è importante non standardizzare gli interventi?

Si parte con il primo ascolto: un inizio fondamentale fatto di accoglienza e, al contempo, di verità e lucidità che porta le persone a mettere “nero su bianco” la loro condizione di indebitamento o sovraindebitamento (attraverso la compilazione di una scheda comprensiva di dati personali e situazione economica che permette di capire il perché dell’indebitamento e di elencarne e quantificarne le somme). Non ricorriamo a supporti psicologici, ma basiamo il primo ascolto sul valore della relazione. In questo senso, ogni primo ascolto reca in sé un’unicità e dà dei segnali sui punti, inizialmente, lasciati in ombra da chi si rivolge a noi, perché non ce la fa a parlare del suo carico debitorio in un unico incontro. Dare un po’ di tempo è utile all’instaurarsi di relazioni di fiducia e a ritrovare la tranquillità perduta. Dopo il primo ascolto, va valutata l’assistenza da fornire (attraverso una serie di attività di consulenza legale e fiscale per la quale ci avvaliamo di un’équipe di avvocate e avvocati e commercialisti). La fase di tutoraggio dura 2-3-4 anni. Si tratta di un percorso che inizia a causa dell’impossibilità a far fronte agli impegni finanziari assunti da parte delle persone che si rivolgono a noi e che termina nel momento della loro uscita della situazione di sovraindebitamento o indebitamento.

C’è una soglia oltre la quale scatta il sovraindebitamento rispetto all’indebitamento?

Non c’è una soglia, perché la situazione debitoria dipende dalla capacità reddituale della persona. La percezione soggettiva della sovraesposizione economica è strettamente legata alle entrate lavorative e alla loro regolarità mensile (come nei casi di chi ha lavori stabili) o alla loro fluttuanza (evidente nel mondo del commercio e dell’artigianato che risente pesantemente della crisi particolarmente pronunciata nel Lazio).

Di che cosa parliamo quando parliamo di rischio e prevenzione dell’usura?

Nella mia visione, quando parliamo di rischio d’usura, la persona che si è rivolta a noi è maggiormente in pericolo di cadere nella trappola degli usurai. Più in generale, la prevenzione dell’usura abbraccia tutte quelle persone che, oberate dai debiti, potrebbero ricorrere agli usurai. Dunque, prevenire l’usura significa lavorare sul campo, per mettere in pratica le leggi antiusura, a livello nazionale (legge n. 108/1996 e legge n. 44/1999) e regionale (Regione Lazio, legge 14/2015). Per le persone e le famiglie a rischio d’usura, l’art. 15 della legge 108/1996 ha istituito il Fondo di prevenzione dell’usura coordinato dal Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), operativo dal 1998, volto a prevenire l’esclusione dall’accesso al credito legale di coloro che potrebbero rivolgersi agli usurai per ottenere prestiti. Asbac (e le Associazioni e Fondazioni accreditate presso il MEF, ndc) può concedere garanzia alle persone a rischio d’usura (per le imprese invece intervengono i Confidi accreditati presso il MEF, ndc), a condizione che ricorrano dei presupposti da rispettare.

Quali sono i presupposti da considerare per dare garanzia alle persone e alle famiglie a rischio d’usura?

La valutazione dei motivi che hanno portato all’indebitamento, la meritevolezza, la capacità reddituale personale e/o familiare e la valutazione che la persona indebitata o sovraindebitata attualmente non è in grado di far fronte agli impegni finanziari assunti e che corra il rischio di rivolgersi agli usurai.

A partire dall’esperienza maturata sul campo da Asbac, si può affermare che l’usura è un reato che non esiste quasi più? O, invece, puoi dare un’altra risposta e avviare un’analisi in grado di andare oltre l’ingenuo trionfalismo della quasi scomparsa dell’usura…

A Roma, l’usura è in aumento. Purtroppo vive in un sottobosco che la rende difficile da sradicare, a causa della ritrosia a denunciare delle persone cadute sotto usura. Càpita di entrare nel labirinto degli usurai anche solo per 3mila, 5mila, 10mila o 15mila euro, con interessi che si differenziano, a seconda dell’urgenza e della situazione finanziaria della persona, da un minimo del 10% mensile (120% annuo) al 15% mensile (180% annuo) al 20% mensile (240% annuo) al 30% mensile (360% annuo) e, a volte, giungono a interessi più elevati. Convincere a denunciare, questo è il problema. Spesso, le persone cadute sotto usura devono essere accompagnate a ridare i contorni ai rapporti ingiusti che subiscono di fronte agli usurai, a non considerarli “amici”, come purtroppo accade. Si deve tenere presente che, nel racket, sono le Mafie che aggrediscono il tessuto imprenditoriale economicamente sano dei territori; invece, nell’usura non è così. Nei casi di usura, è la persona economicamente in difficoltà che va a cercare l’usuraio e, a volte, gli riserva addirittura riconoscenza: ribaltare questo meccanismo “malato” rappresenta uno dei primi passi affinché la persona sotto usura ne diventi consapevole. Dalla consapevolezza dell’ingiustizia si arriva alla denuncia.

a cura di Francesca Melania Monizzi   

Sitografia correlata

Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro, Fondo di Prevenzione dell’Usura: http://www.dt.tesoro.it/it/attivita_istituzionali/prevenzione_reati_finanziari/anti_usura/